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    January 10

    Berlusconi e la Mafia

     

     

    Borsellino parla di Berlusconi e Vittorio Mangano

     

    Questa è una piccola parte dell'intervista rilasciata nella sua casa di Palermo dal giudice Paolo Borsellino il 21/5/1992 (due giorni prima della strage di Capaci in cui morì Giovanni Falcone) a Fabrizio Calvì e Jean Pierre Moscardò, due giornalisti francesi che stavano realizzando un documentario sugli affari della mafia in Europa.

    Parti di questa intervista sono state proposte in tv il 16 marzo 2001 dalla trasmissione "Il Raggio Verde" di Michele Santoro e da "Terra" settimanale di approfondimento del tg5 il 24 marzo 2001.

    Ne riporto domande e risposte, escludendo le parti riguardanti i possibili rapporti illeciti fra Vittorio Mangano, Marcello Dell'Utri e Silvio Berlusconi, perché in merito il giudice Borsellino parlava non con diretta conoscenza dei fatti e delle indagini allora in corso alla Procura di Palermo.

    Vittorio Mangano (profilo tratto da "Terra" del tg5), fatto assumere da Marcello Dell'Utri come fattore ("stalliere") nella villa di Silvio Berlusconi di Arcore (Milano) ed imprenditore già famoso in Francia per l'avventura dell'emittente televisiva "La Cinq". E' morto il 23/7/2000, gli erano stati concessi gli arresti domiciliari a causa delle sue precarie condizioni di salute, aveva 58 anni.

    Borsellino:

    Vittorio Mangano l'ho conosciuto anche in un periodo antecedente al maxi-processo e precisamente negli anni fra il 1975 e il 1980, ricordo di aver istruito un procedimento che riguardava delle estorsioni fatte a carico di talune cliniche private palermitane.
    (sospensione per una telefonata ricevuta) Vittorio Mangano fu indicato sia da Buscetta che da Contorno come "uomo d'onore" appartenente a Cosa Nostra.

    Giornalista:

    "Uomo d'onore" di che famiglia?

    Borsellino:

    Uomo d'onore della famiglia di Pippo Calò, cioè del....di quel personaggio capo della famiglia di Porta Nuova, famiglia alla quale originariamente faceva parte lo stesso Buscetta. Si accertò che Vittorio Mangano, ma questo già risultava dal procedimento precedente che avevo istruito io e risultava altresì dal....da un procedimento cosiddetto procedimento Spatola, che Falcone aveva istruito negli anni immediatamente precedenti al maxi-processo, che Vittorio Mangano risiedeva abitualmente a Milano, città da dove, come risultò da numerose intercettazioni telefoniche, costituiva un terminale del traffico di droga che....dei traffici di droga che conducevano le famiglie palermitane.

    Giornalista:

    E questo Mangano Vittorio faceva traffico di droga a Milano?

    Borsellino:

    Il Mangano di droga....eh....Vittorio Mangano, se ci vogliamo limitare a quelle che furono le emergenze probatorie più importanti, risulta l'interlocutore di una telefonata intercorsa fra Milano e Palermo, nel corso della quale lui, conversando con altro personaggio delle famiglie mafiose palermitane, preannuncia o tratta l'arrivo di una partita di eroina chiamata alternativamente secondo il linguaggio convenzionale che si usa nelle intercettazioni telefoniche come "magliette" o "cavalli".

    Giornalista:

    Comunque lei in quanto esperto, lei può dire che quando Mangano parla di "cavalli" al telefono vuol dire droga?

    Borsellino:

    Sì, tra l'altro questa tesi dei "cavalli" che vogliono dire droga, è una tesi che fu asseverata alla nostra ordinanza istruttoria e che poi fu accolta al dibattimento, tant'è che Mangano fu condannato al dibattimento del maxi-processo per traffico di droga.

    Giornalista:

    Dell'Utri non c'entra in questa storia?

    Borsellino:

    Dell'Utri non è stato imputato del maxi-processo per quanto io ne ricordi, so che esistono indagini che lo riguardano e che riguardano insieme Mangano.

    Giornalista:

    A Palermo?

    Borsellino:

    Si, credo che ci sia un'indagine che attualmente è a Palermo con il vecchio rito processuale nelle mani del giudice istruttore, ma non ne conosco i particolari.

    Giornalista:

    Marcello Dell'Utri o Alberto Dell'Utri?

    Borsellino:

    Non ne conosco i particolari, (consulta delle carte, che aveva dinanzi sulla scrivania) potrei consultare avendo preso qualche appunto, cioè si parla di....Dell'Utri Marcello e Alberto, entrambi.

    Giornalista:

    I fratelli?

    Borsellino:

    Sì.

    Giornalista:

    Quelli della Publitalia?

    Borsellino:

    Sì.

    Giornalista

    Mangano era un "pesce pilota"?

    Borsellino:

    Sì, guardi....le posso dire che era uno di quei personaggi che ecco....erano i ponti, le teste di ponte dell'organizzazione mafiosa nel Nord-Italia.

    Giornalista:

    Si è detto che ha lavorato per Berlusconi ?

    Borsellino:

    (lungo sospiro) Non le saprei dire in proposito o...anche se....dico....debbo far presente che....come magistrato ho una certa ritrosia a dire le cose di cui non sono certo, poiché ci sono....so che ci sono addirittura ancora delle indagini in corso in proposito, per le quali....non conosco addirittura quali degli atti siano ormai conosciuti, ostensibili e quali debbono rimanere segreti. Questa vicenda che riguarderebbe suoi rapporti con Berlusconi, è una vicenda che la ricordi o non la ricordi, comunque è una vicenda che non mi appartiene, non sono io il magistrato che se ne occupa quindi non mi sento autorizzato a dirle nulla.

    Giornalista:

    C'è un'inchiesta ancora aperta?

    Borsellino:

    So che c'è un'inchiesta ancora aperta.

    Giornalista:

    Su Mangano e Berlusconi a Palermo?

    Borsellino:

    Sì.

    No allo scippo del TFR

    NO ALLA SCIPPO DEL TFR

     

    Dal 1 gennaio al 30 giugno 2007 dovrai decidere su cosa fare con il TFR che maturerai a partire dal 1 luglio 2007 .

                Potrai conferire il tuo TFR ad un fondo per la pensione integrativa di origine contrattuale , per i dipendenti del Gruppo Ferrovie dello Stato è il “Fondo Eurofer”.

     

                • Potrai non decidere (silenzio assenso), in questo caso il tuo TFR verrà trasferito al fondo per la pensione integrativa di origine contrattuale (Eurofer) senza però aver diritto al contributo aziendale del 1% calcolato su parte della retribuzione annua.

     

                • Potrai decidere richiedendo per scritto dal 1 gennaio al 30 giugno 2007 che il TFR resti in azienda. La novità è che le aziende con più di 50 dipendenti dovranno versare il TFR che maturerà ad un fondo nazionale previsto dalla “ Legge Finanziaria 2007 “.

     

    Per i lavoratori nulla cambia.

    Ricorda :

                il TFR è salario differito e viene accantonato nella misura di una mensilità all’ anno;

                • dovrai decidere su cosa fare con il TFR che maturerai a partire dal 1 luglio 2007 anche se hai già aderito a un fondo per la pensione integrativa di origine contrattuale (Eurofer). In questo caso una parte del tuo TFR (25% lavoratori con 18 anni di servizio al 31/12/1995, 33% lavoratori con meno di 18 anni di servizio al 31/12/1995, 100% lavoratori assunti dopo il 28/04/1993 ) viene già versato al fondo per la pensione integrativa di origine contrattuale (Eurofer) il che vuol dire :

     

    tu deciderai solo per la parte mancante a raggiungere il 100% del TFR che andrai a maturare dal 1 luglio 2007.

                Il TFR lasciato in azienda si rivaluta ogni anno dell’1,5% fisso più il 75% dell’aumento annuo del costo della vita rilevato dall’ISTAT come previsto dall’art.2120 del Codice Civile .

     

    La tassazione prevista per il TFR lasciato in azienda è del 23%. Le anticipazioni percepite per acquisto e ristrutturazione della prima casa e per altre esigenze del lavoratore saranno anch’esse tassate nella misura fissa del 23%.

                • Nel caso il TFR sia versato nei fondi per la pensione integrativa, la remunerazione dipende dall’esito dell’investimento nei mercati finanziari con il rischio che grava sui partecipanti. Non vi è nessuna certezza circa il livello di rendimento conseguibile,oltre al dover pagare le commissioni , i caricamenti e gli oneri vari, che il lavoratore stesso è tenuto a versare indipendentemente dal risultato conseguito, anche in caso di forte perdita e che vanno ad intaccare parte del TFR investito. La tassazione prevista per la parte imponibile delle prestazioni pensionistiche in qualsiasi forma erogata sarà tassata nella misura massima del 15%.

     

    Conferire ad un fondo per la pensione integrativa il TFR significa:

                rinunciarvi fino al compimento dell’età che dà diritto alla pensione di vecchiaia (il tuo TFR ti verrà restituito in rate mensili al compimento dell’età che dà diritto alla pensione di vecchiaia);

                • dal momento del conferimento del TFR ad un fondo per la pensione integrativa non ne puoi più disporre: ne perdi la titolarità.

                • se il fondo per la pensione integrativa va in crisi o fallisce puoi perdere tutto il versato o recuperarne, una parte (per i fondi di natura contrattuale collettiva sono previste clausole di garanzia).

     

    Il TFR è un bottino enorme e per questo tanto bramato sia dagli “INVESTITORI ISTUZIONALI” (banche, assicurazioni , sim) che ai SINDACATI CONCERTATIVI: annualmente ammonta a più di 15 miliardi di euro .

    Vogliono un mese ogni anno del tuo salario per giocarlo nei mercati finanziari di tutto il mondo.

    PIU’ CHE PENSIONE INTEGRATIVA APPARE CORRETTO PARLARE DI INVESTIMENTI FINANZIARI EFFETTUATI CON L’ILLUSIONE DI RIMPOLPARE UN PO’ UNA PENSIONE PUBBLICA DA FAME ! Non farti ingannare perché l’unica soluzione capace di garantirti una pensione certa e dignitosa non può che essere una pensione pubblica fondata sul sistema retributivo, lotta con noi per realizzarla !

    Roma , 25 dicembre 2006

     

    Attività Ferroviarie - Roma